001 L’uovo
La mia mamma e il mio papà sono pappagalli selvatici, probabilmente portati in Italia nel 1996, strappati da una regione dell’Africa centrale, in cui avrebbero vissuto sino alla veneranda età di 50-70 anni.
L’unica cosa di cui sono certa, è che li sentivo spesso discutere sulle fattezze microscopiche del nido, ricavato da quattro assi messe a forma di scatola.
-”Ti ricordi ” diceva spesso la mamma rivolgendosi al babbo. ” Ti ricordi la foresta e la stagione delle piogge?”.
Il babbo spesso scoteva la testa senza rispondere. Ricordare era doloroso e ancora oggi, ripensandoci, non capisco cosa intendesse dire la mamma parlando di foresta.
“Usavo il mio becco per scavare nei tronchi e dopo tanta fatica, entravo in questi buchi e deponevo le mie uova”. Mamma guardava il babbo che iniziava a pulirsi le penne.
-”Che ci vuoi fare cara… adesso abbiamo questo, rassegnati”.
-”Mai. Io sono un pappagallo africano e nessun uomo riuscirà a domarmi”. Urlò, alzando le ali verso l’alto.
-”E’ per questo che continui a spalancare il tuo beccaccio quando arriva la padrona?” Lui sogghignò cercando di darsi un tono.
Qualche ora dopo questa discussione, la mamma ha deposto altre due uova. Io sono il più grande della covata il cenerino che bucherà per primo l’uovo, tra circa 4 settimane.
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