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	<title>Il cenerino- Pappagallo ragionevole</title>
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	<description>Diario di un pappagallo</description>
	<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 01:07:42 +0000</pubDate>
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		<title>12 La malattia</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 22:25:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[12 La malattia]]></category>

		<category><![CDATA[Diario di un cenerino]]></category>

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		<description><![CDATA[Ultimamente Red ha perso quel poco di vivacità che aveva. Gioia è preoccupata perchè gli si è formata una palla vicino alla cloaca. Dopo una ricerca forsennata, l&#8217;ha portato da uno specialista, un veterinario AVIARIO, che dista quasi cento chilometri da casa.
Quando è rientrata, il suo viso non esprimeva nulla di buono!
Luca ha preso Red [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ultimamente Red ha perso quel poco di vivacità che aveva. Gioia è preoccupata perchè gli si è formata una palla vicino alla cloaca. Dopo una ricerca forsennata, l&#8217;ha portato da uno specialista, un veterinario AVIARIO, che dista quasi cento chilometri da casa.</p>
<p>Quando è rientrata, il suo viso non esprimeva nulla di buono!</p>
<p>Luca ha preso Red è l&#8217;ha messo in una cestina, accostandola poi al calorifero, poi ha lasciato che Gioia spiegassi com&#8217;era andata la visita.</p>
<p>&#8220;Gli ha dato un mese di vite, forse meno!&#8221; La voce di Gioia era intorrotta da sospiri. Non voleva piangere.</p>
<p>Luca non disse null e prese in mano l&#8217;elenco di medicine che bisognava dare a Red. &#8220;Vado in farmacia, quando torno mi spiegherai tutto per bene!&#8221;.</p>
<p>Quella sera, Gioia non giocò con me come era solita  fare, anzi, restò tutta la sera a parlare con Luca di Red. Io non sapevo cosa stava succedendo, ma dai loro visi, doveva essere un bel problema.</p>
<p>&#8220;Il veterinario ha detto che è denutrito, troppo&#8230;&#8221; Gioia scosse il capo e riprese. &#8220;Per capirlo ci voleva poco, bastava toccargli lo sterno. Quello di Red è molto a punta, sembra quasi di toccare una lama accuminata&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ma se ha sempre mangiato, anzi, non faceva altro!&#8221; Luca si stupì</p>
<p>&#8220;No, in realtà spostava il cibo. Sai, i pappagalli non fanno mai capire di stare male, è la loro natura. Possono morire quando meno te lo aspetti. Speriamo solo di averlo preso in tempo! Sai Luca? Red è durato fino ad ora, perchè io, per gioco, prima della notte le davo<a href="http://ilcenerino.altervista.org/blog/?cat=30"> il dolce</a>. Quella piccola porzione di cibo, era l&#8217;unica cosa che mangiava&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ora le ho preso le medicine&#8221; Luca si alzò andando a prendere una piccola scatolina. &#8220;Questo è il Baytril e il glutamax&#8230; vedrai che guarirà!&#8221;.</p>
<p>&#8220;Speriamo&#8230; Dalla lastra che il veterinario ha fatto, risulta che Red ha tutti gli organi ingrossati, ecco perchè ha quella specie di palla sotto la pancia.  Comunque è molto debole, devo subito aumentare il suo peso con un inbecco di Nutribird massiccio&#8221;.</p>
<p>Red non diceva più niente. Stava li, nella sua cestina al calduccio. Tra un mese avrebbe compiuto un anno, ma si sentiva stanco, come ne avesse avuti cento.</p>
<p><a href="http://ilcenerino.altervista.org/blog/">Torna al diario</a> capitolo successivo</p>
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		<title>11 Il gioco serale</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Feb 2009 23:26:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[11 il gioco serale]]></category>

		<category><![CDATA[Diario di un cenerino]]></category>

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		<description><![CDATA[Voi pensate che dopo il dolce serale io vado a dormire? Vi sbagliate&#8230;. Forse qualche volta dormicchio, ma spesso, Gioia gioca con me, per rendermi lieta la notte.
L&#8217;ultimo gioco che bbiamo inventato, si chiama Din don.
Guardate&#8230;. io passerei ore a dondolarmi tra le sue braccia!

Torna al diario Capitolo successivo
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Voi pensate che dopo il dolce serale io vado a dormire? Vi sbagliate&#8230;. Forse qualche volta dormicchio, ma spesso, Gioia gioca con me, per rendermi lieta la notte.</p>
<p>L&#8217;ultimo gioco che bbiamo inventato, si chiama Din don.</p>
<p>Guardate&#8230;. io passerei ore a dondolarmi tra le sue braccia!</p>
<p><object width="500" height="405" data="http://www.youtube.com/v/K2gZmhArT2A&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0xcc2550&amp;color2=0xe87a9f&amp;border=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/K2gZmhArT2A&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0xcc2550&amp;color2=0xe87a9f&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p><a href="http://ilcenerino.altervista.org/blog/">Torna al diario</a> <a href="http://ilcenerino.altervista.org/blog/?cat=34">Capitolo successivo</a></p>
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		<title>La mia razza</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Feb 2009 22:44:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Giornali, web, sul cenerino]]></category>

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		<description><![CDATA[Un cenerino coda rossa di sei anni stupisce gli scienziati
Conosce 950 parole, coniuga verbi, forse ha capacità telepatiche
 Il pappagallo primo della classe
Non ripete, ma inventa e ricorda 








Un esemplare di cenerino
coda rossa






 LONDRA - Possiede un vocabolario di 950 parole, coniuga verbi al passato, presente e futuro, ha un buon senso dell&#8217;umorismo, probabilmente capacità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="txt11">Un cenerino coda rossa di sei anni stupisce gli scienziati<br />
Conosce 950 parole, coniuga verbi, forse ha capacità telepatiche<!-- fine OCCHIELLO --><br />
</span> <span class="txt21"><strong><!-- inizio TITOLO --><strong>Il pappagallo primo della classe<br />
Non ripete, ma inventa e ricorda </strong><!-- fine TITOLO --><br />
</strong></span></p>
<div>
<table border="0" cellspacing="2" cellpadding="0" width="202" align="right">
<tbody>
<tr align="right">
<td><!-- inizio FOTO1 --><img src="http://www.repubblica.it/2004/a/sezioni/scienza_e_tecnologia/pappagallo/pappagallo/este_27171226_12460.jpg" alt="" hspace="0" width="200" align="right" /><!-- fine FOTO1 --></td>
</tr>
<tr>
<td><span class="txtb09"><!-- inizio DIDA --><strong>Un esemplare di cenerino<br />
coda rossa</strong><!-- fine DIDA --></span></td>
</tr>
<tr>
<td class="txtb09"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><!-- inizio TESTO --> <strong>LONDRA - </strong>Possiede<strong> </strong>un<strong> </strong>vocabolario di 950 parole, coniuga verbi al passato, presente e futuro, ha un buon senso dell&#8217;umorismo, probabilmente capacità telepatiche. Strano? Beh, visto che parliamo di un cenerino coda rossa, cioè di un pappagallo, la cosa senz&#8217;altro stupisce. Tanto che la rivista britannica BBC Wildlife Magazine ha dedicato un ampio servizio a N&#8217;kisi: questo il nome del volatile che ha sei anni e, originario dell&#8217;Africa, è ora di proprietà di un artista newyorkese.</p>
<p>Tanto straordinarie le capacità comunicative del pappagallo che gli esperti si sentono costretti a fare una nuova valutazione della portata della comunicazione tra uomini ed animali. N&#8217;kisi insomma riesce a usare le parole nel contesto giusto, a ricordare, a riconoscere, insomma a compiere quelle attività che ne fanno il primo della classe nella materia linguaggio degli esseri umani.</p>
<p>Qualche esempio? N&#8217;kisi, in maniera simile ai bambini piccoli, ricorre alla creatività per descrivere nuove idee: gli olii per l&#8217;aromaterapia usati dal suo padrone diventano per lui &#8220;medicine con odore gradevole&#8221;.</p>
<p>L&#8217;animale riesce anche ad associare persone e oggetti reali con le loro fotografie. Incontrando la famosa primatologa Jane Goodall per la prima volta e avendone soltanto visto una fotografia che la ritraeva assieme a degli scimpanzè, le ha subito chiesto:&#8221;Ce l&#8217;hai lo scimpanzè?&#8221;. Goodall ritiene che l&#8217;entusiasmo di N&#8217;Kisi nell&#8217;imparare a comunicare col proprio padrone sia un &#8220;esempio straordinario di comunicazione intraspecifica&#8221;.<br />
<!--inserto--></p>
<table class="ad-box" border="0" cellspacing="0" cellpadding="2" align="left" bgcolor="#ffffff">
<tbody>
<tr>
<td width="200"><script type="text/javascript"><!--
&lt;! 
OAS_RICH('Middle');
// &gt;
// --></script></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><!--/inserto--><br />
Ma le capacità di questo pappagallo non si limitano all&#8217;uso del vocabolario: Eleanor O&#8217;Hanlon collaboratrice del BBC Wildlife racconta di aver assistito a un esperimento il cui esito poteva solo essere spiegato dalla capacità telepatica dell&#8217;animale. Quando N&#8217;kisi e il suo padrone sono stati messi in due camere separate il pappagallo è stato in grado di descrivere l&#8217;oggetto delle fotografie che l&#8217;artista stava osservando con un&#8217;accuratezza ben tre volte più alta che se avesse indovinato a caso.</p>
<p>Questi primi risultati sono ancora controversi ma O&#8217;Hanlon rivela nel suo articolo che ci sono molti nuovi studi che analizzano la comunicazione tra le specie e che stanno inducendo nuove riflessioni sull&#8217;intelligenza degli animali. E, forse, degli esseri umani?</p></div>
<div>http://www.repubblica.it/2004/a/sezioni/scienza_e_tecnologia/pappagallo/pappagallo/pappagallo.html</div>
<div>Questo articolo me lo ha inviato una mia amica&#8230; Stella, lei si che ha capito tutto!!!!</div>
<div></div>
<div><a href="http://ilcenerino.altervista.org/blog/">Torna al diario</a></div>
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		<title>10 Il dolce serale</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jan 2009 22:55:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[10 il dolce serale]]></category>

		<category><![CDATA[Diario di un cenerino]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando Luca mi passa davanti, fischietta un motivetto allegro, che io ho imparato a fischiare a orari disparati. Purtroppo non so la seconda parte, ma tanto non la conosce nemmeno Luca.
Gioia invece, spesso si ferma davanti al mio trespolo e dice:
&#8220;Pronti? Via!&#8221; e inizia a cantarmi una canzone dello zecchino dopo, di cui io ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando Luca mi passa davanti, fischietta un motivetto allegro, che io ho imparato a fischiare a orari disparati. Purtroppo non so la seconda parte, ma tanto non la conosce nemmeno Luca.</p>
<p>Gioia invece, spesso si ferma davanti al mio trespolo e dice:</p>
<p>&#8220;Pronti? Via!&#8221; e inizia a cantarmi una canzone dello zecchino dopo, di cui io ho imparato solo la parte finale.</p>
<p>In una di queste serate canterine, si è accorta che Red è diventato più triste del solito. Ha sempre partecipato poco ai nostri giochi, ma ultimamente non ha più voglia di fare niente. Passa gran parte del tempo a mangiare e se non mangia guarda e quando smette di guardare è perchè ha ripreso a mangiare.</p>
<p>&#8220;Ti toglierò il dolce&#8221; mormorò Gioia dandogli una carezza.</p>
<p>Red arruffò le piume e fece un fischietto.</p>
<p>Quello che Gioia chiamava &#8220;Il dolce&#8221; era qualche grammo di pastone all&#8217;uovo (quello che solitamente si usa per l&#8217;imbecco).</p>
<p>Prima che andassimo a dormire nella nostra gabbia, coperti da una eccentrica copertina rossa, Gioia scaldava l&#8217;acqua e impastava la polvere gialla. Con la siringa in mano incominciava a urlare &#8220;Arriva il dolce, arriva il dolce&#8221;. Non che ne avessimo bisogno, ma quella manifestazione di affetto mi eccitava, e spalancavo il becco per ricevere la mia porzione.</p>
<p>Come il solito, REd reclamava più di una dose, e nonostante le minacce di Gioia, alla fine si riempiva il gozzo.</p>
<p>Red era sempre stato così&#8230; un pappamolle, uno accomodante&#8230; un cenerino che non si era mai scomposto, mai giocato, introverso&#8230;</p>
<p>Io ero solare, briccona e facevo tante marachelle&#8230;</p>
<p>Per ben due volte ho mangiato i tasti del cellulare della mia padrona, riducendoli a piccoli granelli di plastica e fui soddisfatta quando Luca rimproverò Gioia&#8230; &#8220;E&#8217; colpa tua. Hai lasciato in giro il cellulare, tua e non di Chiara!&#8221;.</p>
<p>Fui lusingata da questa prova d&#8217;amore e così, ora tento sempre di togliere quei tastini argentei dal cellulare di Gioia&#8230; Tanto&#8230; non sarà mai colpa mia&#8230;.</p>
<p>Ormai stò diventando grande, ho 8 mesi e mi sembra che le cose vadino bene. Sono padrona di tutta la casa e nessun angolo è per me vietato. Pensate che quando voglio uscire nella voliera esterna, non devo far altro che scendere dal mio trespolo, percorrere la cucina, entrare in salotto, raggiungere la lavanderia e ucire.</p>
<p>TRooooooooooopppo bello!</p>
<p>Vai al Diario</p>
<p>leggi il capitolo successivo</p>
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		</item>
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		<title>09 I miei amici</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jan 2009 01:17:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[09 Amici di casa]]></category>

		<category><![CDATA[Diario di un cenerino]]></category>

		<category><![CDATA[Aggiungi nuovo tag]]></category>

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		<description><![CDATA[Dovete scusarmi se ho sempre parlato di me e Red e non mi sono mai fermata a darvi le spiegazioni di quello che vedo e sento, ma sono eccitata e ricordarsi tutto non è semplice (sopratutto perchè Gioia, alla quale sto dettando) è molto lenta nello scrivere.
Quando arrivammo in questa famiglia, Gioia aveva detto che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dovete scusarmi se ho sempre parlato di me e Red e non mi sono mai fermata a darvi le spiegazioni di quello che vedo e sento, ma sono eccitata e ricordarsi tutto non è semplice (sopratutto perchè Gioia, alla quale sto dettando) è molto lenta nello scrivere.</p>
<p>Quando arrivammo in questa famiglia, Gioia aveva detto che avrei trovato altri pappagalli, ed ora voglio presentarveli tutti, perchè capiate che io sono giunta in una nuova foresta, dove gli alberi sono gli umani, precisamente due adulti e due ragazzine, il nostro cibo è quello che mangia Gioia, con esclusione di latte e suoi derivati, caffè, alcolici e qualche nocciolo velenoso, oltre che tutti i semi che esistono in commercio ma che io boicotto in favore di un bel minestrone passato e tiepido.</p>
<p>Il primo pappagallo che allevò Gioia fu una calopsita mutazione lutino. Si chiama Ciop perchè è un maschio, ma io attualmente, visto la sua camminata glaudicante in seguito a una frattura della zampetta, preferisco chiamarlo IL CIOMPO. Credo che sia anche un po ritardato perchè è l&#8217;unico che va daccordo con quel fetocchio di mio fratello Red, che tra l&#8217;altro, continua a mangiare e oziare.</p>
<p>Gioia pensa che ha un carattere tranquillone, uno tutto pappa e pochi muscoli. Completamente diverso da me che continuo ad arruffare il piumaggio quando qualcuno che non è Gioia passa davanti alla mia gabbia. Ho quasi 6 mesi  e un vocabolario di diverse parole e altre , ancora confuse, le ripeto  all&#8217;infinito, cambio le tonalità, mi diverto a gorgheggiare e ad imitare i versi di altre razze di pappagalli&#8230; ah si! Scusate&#8230; ero rimasta ai miei amici, che abitano con me in questa grande casa.</p>
<p>Ecco a voi Ciop, detto il Ciompo, ma per proprietà di linguaggio, lo chiamo Ciop ogni volta che lo vedo.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">IN ATTESA DEL VIDEO, vi consiglio di guardare gli altri miei amici</span></p>
<p>Questo invece è LORETO, figlio di una coppia di calopsite ancestrali, che Gioia comprò selvatiche qualche anno fa già anzianotte. Attualmente stanno bene, l&#8217;unico problema  è che il maschio, nonostante sia un buon padre e si chiama QUATTRO, continua a beccare sulla testa la sua compagna, chiamata per simpatia BILIA. Il nomigliolo deriva dal fatto che non ha mai il suo splendido ciuffo.</p>
<p>Ma ecco Loreto,  uno dei suoi figlioli allevato a mano da Gioia un paio di anni fa, in una delle sue esibizioni serali, mentre io e RED passeggiamo sul tavolo, raccogliendo bricioline e procurandoci delle coccole. (L&#8217;evidente ciuffo colorato dà la certezza che è un maschietto)<br />
<object width="217" height="182" data="http://www.youtube.com/v/a5zPGSLMebY&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01&amp;border=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/a5zPGSLMebY&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>L&#8217;altro calopsite, che Gioia ha allevato a mano e sempre figlia di Bilia e Quattro è DANI. Attualmente ha circa un anno, ed è una nevrotica femminuccia (Il ciuffo della calopsite è scuro). Ecco, questa è DANI. Non ho mai litigato con lei, anche perchè è una tipa che sta nei suoi spazi, senza mai invadere la mia gabbia.</p>
<p><object width="220" height="184" data="http://www.youtube.com/v/8X5EplxDtRI&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0xcc2550&amp;color2=0xe87a9f&amp;border=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/8X5EplxDtRI&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0xcc2550&amp;color2=0xe87a9f&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p><a href="http://ilcenerino.altervista.org/blog/">Torna al Diario</a></p>
<p>Vai al<a href="http://ilcenerino.altervista.org/blog/?p=106"> capitolo 10 - il dolce serale</a></p>
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		<item>
		<title>08 Altre parole</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 23:33:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[08 altre parole]]></category>

		<category><![CDATA[Diario di un cenerino]]></category>

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		<description><![CDATA[Era giunta la primavera e iniziavano a puntare le prime piantine. Gioia decise che era arrivato il momento di spuntarci lievemente lepenne delle ali. No, questo non è certamente il massimo per un pappagallo, ma forse, data la lunga esperienza di volatili fuggiti per uno spavento, da una finestra, Gioia decise che una spuntatina non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era giunta la primavera e iniziavano a puntare le prime piantine. Gioia decise che era arrivato il momento di spuntarci lievemente lepenne delle ali. No, questo non è certamente il massimo per un pappagallo, ma forse, data la lunga esperienza di volatili fuggiti per uno spavento, da una finestra, Gioia decise che una spuntatina non era poi male. Saremmo riusciti a fare dei brevi voletti e un bell&#8217;atterraggio &#8230; ma niente di più.</p>
<p>Vidi la forbice avvicinarsi e ringhiai spaventata. Ci volle molta pazienza prima che Gioia riuscisse a spuntarmi le penne di qualche centimetro. Fortunatamente cappì cosa intendeva dire Gioia, quando mormorava che quel gesto, era come tagliare un po i capelli ad un essere umano. &#8220;Ricresceranno tra qualche mese, non ti preoccupare&#8221; mi rassicurò.</p>
<p>Red invece non disse una parola, forse perchè riusciva a stento a dire &#8220;Ciao&#8221;.</p>
<p>Io avevo già imparato a pronunciare &#8220;Coccola&#8221; che all&#8217;inizio era una debule &#8220;Cucu&#8221;, per poi diventare una parola fatta e finita.</p>
<p>Avevo notato che quando mormoravo &#8220;Coccola&#8221;, la mia padrona si avvicinava e mi gratticchiava il capo. Io mi lasciavo andare in escandescenza, reclinandolo verso il basso. Era troppo bello sentire le sue dita che mi arricciavano il piumaggio!</p>
<p>Forse, per avere di più dovevo dare di più, così, ripensandoci a lungo, mi ricordai che quando eravamo a tavola, ed io andavo sulla spalla di Gioia, e con forza cercavo di prenderle il cibo dalla bocca, lei continuava a dirmi &#8220;Bacio, dammi un bacio&#8221;.</p>
<p>Ma si, dai&#8230; proviamo ora a dirle questa parola&#8230;. è un po difficile ma sono sicura che Gioia sarà contenta.</p>
<p>Ed ecco, che ora sapevo dire &#8220;Dammi un bacio&#8221; e naturalmente mi avvicinavo alle labbra della mia padrona e vi passavo il mio becco dolcemente.</p>
<p>Lei rideva e mi contraccambiava con una coccola, e mentre le sue dita mi toccavano, ripeteva all&#8217;infinito &#8220;Coccola, coccola, coccola&#8221;</p>
<p>Questo è troppo! Ma per quanto tempo dovrà dirmelo ancora? Non capisce che ho inteso il meccanismo? Se non l&#8217;ha capito, ci penserò io a chiarirle l&#8217;idea</p>
<p>Ecco, mi metto in cima al trespolo della gabbia e aspetto che passa qualcuno&#8230; Vedo Luca che arriva&#8230;.voglio stupirlo&#8230;.</p>
<p>&#8220;Luca, coccola&#8221; urlai verso di lui.</p>
<p>Luca si inorgoglì nel sentirsi nominare e si avvicinò per farmi una carezza.</p>
<p>IO mi scostai grugnendo. Cosa aveva capito? Io stavo solo facendo le prove per Gioia. Voglio che la mia padrona sia contenta di me e mi prenda sempre in braccio.</p>
<p>Luca ci restò male e si allontanò mesto.</p>
<p>Forse ero stata troppo cattiva con lui? Dovevo subito rimediare</p>
<p>&#8220;Dammi bacio&#8221; urlai nuovamente.</p>
<p>Questa volta Luca fece una corsa, meravigliato e cercò di avvicinarsi al mio becco.</p>
<p>Eh no! Non volevo lui, volevo che venisse Gioia&#8230; perchè veniva lui?</p>
<p>Cercai di elaborare perchè chiamando Luca, accorreva quello che chiamavano Luca&#8230;</p>
<p>Accidenti&#8230; Beccai nervosamente una carota e la feci cadere a terra. Com&#8217;ero stata sciocca!</p>
<p>Se dicevo LUCA, sarebbe arrivato LUCA&#8230;.</p>
<p>Dovevo dire Gioia, Gioia&#8230; ma accidenti&#8230;. era troppo difficile per me.</p>
<p>Mentre mi cincischiavo nelle mie paranoie, arrivò Gioia e prese in braccio sia me che Red:</p>
<p>&#8220;Per voi è giunto il momento di prendere un po d&#8217;aria! Venite con me, voglio farvi conoscere la voliera esterna. Non preoccupatevi, è collegata con la casa e non devo nemmeno passare dal giardino. Sapete, è molto grande e ci starete veramente bene!&#8221;.</p>
<p>E Gioia aveva ragione. La voliera era fantastica, grande, enorme, con un albero in mezzo che appena lo vidi mi venne voglia di agrapparmi a quelle tenere foglioline e di passarmele nel becco. Ecco un video, fatto qualche giorno dopo. Come potete vedere, non ho lasciato nemmeno una foglia sull&#8217;albero!</p>
<p><object width="340" height="285" data="http://www.youtube.com/v/jJ1MnAEccU4&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6&amp;border=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/jJ1MnAEccU4&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
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		<title>07 la prima parola</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 22:43:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[07 la prima parola]]></category>

		<category><![CDATA[Diario di un cenerino]]></category>

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		<description><![CDATA[All&#8217;inizio del quarto mese, l&#8217;amica di Gioia venne a prendere mio fratello, quello ciccione. Come aveva detto, lo chiamò Ana, restando evasiva per un nome più complicato in quanto, a differenza della mia padrona, lei non era sicura che fossi un maschio.
&#8220;Bisogna farli sessare in laboratorio&#8221; Continuava a dire verso Gioia. &#8221; Non credi che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;inizio del quarto mese, l&#8217;amica di Gioia venne a prendere mio fratello, quello ciccione. Come aveva detto, lo chiamò Ana, restando evasiva per un nome più complicato in quanto, a differenza della mia padrona, lei non era sicura che fossi un maschio.</p>
<p>&#8220;Bisogna farli sessare in laboratorio&#8221; Continuava a dire verso Gioia. &#8221; Non credi che le supposizioni del cranio leggermente più piccolo, per identificare la femmina, siano troppo generiche?&#8221;</p>
<p>Gioia aveva sorriso, ma aveva tenuto duro. Non si azzardò a comunicare all&#8217;amica, che alcuni suppponevano il sesso in base alla dimensione dell&#8217;occhio. Se fosse stato a mandorla, con un lieve triangolino all&#8217;interno che volgeva alla narice era maschio. Se invece l&#8217;occhio del cenerino, scuro fino a due anni, per poi diventare giallo era tondo, indicava che era una femmina. No, non disse nulla, ma continuò a prestare fede alla prima versione.</p>
<p>Fu così che ANA se ne andò con la sua gabbia in cui aveva vissuto con noi tutto quel tempo. Sapevo che non eravamo distanti in via aerea, ma tanto&#8230; io non avrei mai volato in quel cielo che  mi descriveva la mamma qualche mese prima! Forse non l&#8217;avrei più rivisto!</p>
<p>La gabbia che ci portò il mio &#8220;Luca&#8221;, che a quanto avevo capito era molto unito a Gioia, era tutta bianca, alta e con il tetto che si apriva in uno splendido trespolo. Al suo interno c&#8217;era molto spazio ed io e Red ci divertimmo molto a perlustrare ogni angolo, a mordicchiare ogni giochetto che Gioia aveva messo. Ma quello che attirò la nostra attenzione,  fu un nastro rosso che penzolava tra le sbarre. Fu così bello toccarlo con il becco, afferrarlo, attorcigliarlo, finchè siamo riusciti a distruggerlo. Non male per essere la prima volta che eravamo liberi di entrare e uscire dalla gabbia. Non ci sembrava vero sentirci così in alto e Gioia si divertì molto e passò diverso tempo a spiegarci che quella sarebbe stata la nostra nuova casa.</p>
<p>Io volevo bene a Gioia, ma a differenza di RED, che se ne stava calmo e si faceva fare di tutto, io cercavo di morderla, beccarla e mi arrabbiavo se cercava di prendermi. Forse ho preso il carattere di mia madre&#8230; ho spesso pensato&#8230;</p>
<p>Poi guardavo l&#8217;anellino e mi ripetevo che ero stata allevata a mano, che era impossibile che fossi un animale selvatico&#8230;</p>
<p>Fu così che cercai di comunicare il mio amore a Gioia dicendole la prima parola che mi rivolgeva durante la giornata. Attesi con pazienza che mi passasse vicino e finalmente, con voce afona e poco sicura, le dissi: &#8221; Ciao&#8221; poi farfugliai qualcosa imbarazzata.</p>
<p>Gioia esulò, ed io capii che per lei avrei fatto di tutto.</p>
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		<title>06  Ho 3 mesi</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 02:04:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[06 3 mesi]]></category>

		<category><![CDATA[Diario di un cenerino]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Sveglia sveglia&#8221; Urlai ai miei fratelli che stavano ancora dormendo. &#8220;Sta arrivando la pappa!&#8221;
All&#8217;istante, i miei fratelli si rizzarono in piedi, e cercarono di mettersi davanti a me.
L&#8217;incubatrice in cui ci trovavamo era trasparente e noi potevamo osservare tutto quello che succedeva nella casa.
Gioia si era alzata presto e dopo aver fatto avanti e indietro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Sveglia sveglia&#8221; Urlai ai miei fratelli che stavano ancora dormendo. &#8220;Sta arrivando la pappa!&#8221;</p>
<p>All&#8217;istante, i miei fratelli si rizzarono in piedi, e cercarono di mettersi davanti a me.</p>
<p>L&#8217;incubatrice in cui ci trovavamo era trasparente e noi potevamo osservare tutto quello che succedeva nella casa.</p>
<p>Gioia si era alzata presto e dopo aver fatto avanti e indietro in cucina, si era decisa a prepararci la pappa. Mi piaceva Gioia e non mi ero dimenticata la promessa che mi aveva fatto un mese prima, esattamente la sera che ci portò a casa.</p>
<p>&#8220;Prima a me&#8230;&#8221; Mio fratello spalancò il becco cercando di farsi avanti.</p>
<p>Gioia aprì l&#8217;incubatrice e ci portò tutti insieme sul tavolo. Ci appoggiò su un canovaccio e iniziò a parlare, come faceva sempre mentre ci imboccava.</p>
<p>&#8220;Al ciccione ne diamo un po di più&#8221; disse, infilando nel gozzo la poltiglia calda. Ed ora passiamo a te. &#8220;Continuò cercando di afferrare mio fratello, il più piccolo&#8221;.</p>
<p>Quando arrivò il mio turno le mi disse: &#8220;Vieni Chiara, vieni da me!&#8221;.</p>
<p>Accellerai il mio zampettio e ancora un po barcollante, andai a prendere la mia pappa. In effetti non avevo capito che quella strana parola era il mio nome, ma la siringa era puntata verso di me, e avevo fame.</p>
<p>Dopo averci pulito, coccolato e averci fatto giocare con le sue mani, ci portò nuovamente nell&#8217;incubatrice. Lo faceva per scrupolo, poichè eravamo piumati e ben messi, ma l&#8217;inverno era freddissimo e lei non voleva aver problemi. &#8220;Questo è l&#8217;ultimo giorno che passerete qua dentro. Stasera arriva una gabbia enormi con dei bei bastoni da rosicchiare. Imparerete presto a starci su e ancor prima cercherete di spiccare il volo&#8221;. Gioia rise, immaginandosi la nostra reazione a quella notizia.</p>
<p>Naturalmente io e i miei fratelli non avevamo capito niente, forse perchè non avevamo nemmeno 3 mesi?</p>
<p>Quella sera arrivò la voliera e dopo averla sistemata in un angolo accogliente, caldo e luminoso ( dalla finestra  si potevano vedere gli alberi e tanta erba), Gioia aprì l&#8217;incubatrice e ci trasferì nella nuova casa fatta di sbarre. Lei stessa, aveva creato una specie di scaletta per farci imparare a salire su quei grossi rami.</p>
<p>Ci guardammo stupiti&#8230; la casetta nuova era accogliente ma forse era un po stretta per tutti e tre!</p>
<p>&#8220;Non preoccupatevi, questa è solo una voliera provvisoria e va bene per solo uno di voi, esattamente te&#8221; disse Gioia indicando mio fratello paciarotto. &#8220;So che la mia amica ti chiamerà ANA e verrà a prenderti tra qualche giorno.</p>
<p>ANA non disse niente e continuò ad assaporare il nuovo gioco. Un bel pezzo di legno che aveva un profumo eccellente.</p>
<p>&#8220;Per quanto riguarda RED&#8221; Gioia indicò il piccolo fratellino. &#8220;Credo proprio che resterai con me a lungo. La persona che doveva prenderti è dovuta partire e tornerà tra sei mesi, ed io, non credo che tra sei mesi riuscirò più a darti via!&#8221;.</p>
<p>Red fece qualche versetto, poi si accovacciò per dormire. Non perchè era il più piccolo, ma io lo trovavo anche il più strano.</p>
<p>Gioia continuò a darci la pappa, iniziando però a integrarci il pranzo con dei pezzetti ti mela finemente tritati.</p>
<p>In seguito provò con dell&#8217;uovo cotto e qualche verdurina. Cominciò così a svezzarci, con calma e sempre con un cibo alla volta. Aveva sentito dire che anche i pappagalli possono avere delle allergie e lei voleva essere sicura che noi le tollerassimo.</p>
<p>Tutto andò bene per altri quindici giorni e nel frattempo eravamo diventati dei veri esperti nel salire e scendere i pioli di legno, che Gioia ci cambiava ogni tre giorni.</p>
<p>Fu ANA il primo che cercò di spiccare il volo e fece un atterraggio catastrofico. Io fui più riguardata e RED non osò nemmeno uscire dalla gabbia.</p>
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		<title>05 - La vendita</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 00:03:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[05 La vendita]]></category>

		<category><![CDATA[Diario di un cenerino]]></category>

		<category><![CDATA[cenerino 3 mesi tre svezzamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Era sera, quando la signora entrò e la mia padrona le fece un bel sorriso
&#8220;Eccoli qua&#8221;. Disse, indicandoci.
&#8220;Sono bellissimi e bei cicciotti&#8221;. La donna ci fissò per alcuni istanti, come se volesse prenderci in braccio. Io mi appiatti sul fondo della scatola in cui eravamo appoggiati. Volevo imitare mia madre, mollarle una bella beccata, farle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era sera, quando la signora entrò e la mia padrona le fece un bel sorriso</p>
<p>&#8220;Eccoli qua&#8221;. Disse, indicandoci.</p>
<p>&#8220;Sono bellissimi e bei cicciotti&#8221;. La donna ci fissò per alcuni istanti, come se volesse prenderci in braccio. Io mi appiatti sul fondo della scatola in cui eravamo appoggiati. Volevo imitare mia madre, mollarle una bella beccata, farle una mano rossa&#8230; ma lei non mi toccò.</p>
<p>&#8220;Naturalmente dovrai imboccarli per almeno un altro mese, e con tutte le dovute accortezze&#8221; Proseguì la padrona andando a scaldare un po di acqua per darci l&#8217;ultima poppata.</p>
<p>&#8220;Sarò accorta. Anche se tre piccoli cenerini sono veramente impegnativi&#8221;.</p>
<p>Questa affermazione mi colpì particolarmente. In quel momento avevo scoperto che la nuova &#8220;padrona&#8221; ci portava via tutti insieme. Esulai, ma non mi feci vedere.</p>
<p>Due ore dopo, e dopo tante chiacchiere, capii che ero stato pagato (qualcosa meno) rispetto alle tariffe che ci sono in circolazione, solo per il fatto che ero tutto spelacchiato e necessitavo di maggior cure: 4 poppate al giorno per oltre un mese, una casetta calda e molta pulizia.</p>
<p>Non mi resi conto di esser stato portato in macchina e di aver percorso oltre 200 km, so solo che quando giunsi a destinazione e la padrona aprì lo scatolone, ci furono diverse paia di occhi che ci guardavano stupiti.</p>
<p>Mio fratello iniziò a ringhiare spaventato (il ringio è un nostro modo per manifesare la paura). Ci abbassammo impauriti continuando ad emettere versi e versacci, ma la padrona non si fece intimorire e infilò una mano nella scatola per prendere uno di noi. La mano si diresse verso me.</p>
<p>Le rifilai una beccata, e la poverina ne rimase scioccata.</p>
<p>&#8220;Accidenti&#8221; esclamò divertita. &#8221; E tu saresti l&#8217;unica femminuccia del gruppo? La più cattiva?&#8221;</p>
<p>Femminuccia a me? E come fa questa tipa a saperlo se non lo so nemmeno io?</p>
<p>Lei mi guardò come per rassicurarmi: &#8221; La precedente proprietaria ha detto che sei una femmina, perchè hai le ossa della testa più sottili. Lei ha avuto tanti pappagalli, vuoi che non si accorga di queste differenze? Comunque&#8221;  cercò di infilare nuovamente la mano  ed io ringhiai.  &#8220;Comunque, ho deciso che tu resterai con me&#8221;.</p>
<p>Questo voleva dire che i miei fratelli sarebbero andati via?</p>
<p>In risposta lei continuò: &#8220;Ti chiamerò Chiara, e per un paio di mesi starai con la tua famiglia, poi, una volta svezzati, gli altri raggiungeranno il nuovo padrone. Ottime persone  e tutti parte facenti parte di una cerchia di amici. Ora vi tengo  con me, perchè io sono la più pratica&#8230; sai ho altri pappagalli nella voliera, tutti allevati a mano, quindi, quella con più esperienza&#8230; però dovete fare i bravi&#8230;perchè è la prima volta che allevo dei cenerini&#8221;.</p>
<p>Questo fu il primo giorno che passai con Gioia, la mia unica padrona.</p>
<p>Da questo punto in poi, potrete leggere i miei progressi, le mie prime parole e tutto quello che ho imparato a fare con il tempo e tanta pazienza.</p>
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		<title>04 La prima pappa</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 22:53:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Io e i miei fratelli avevamo circa un mese e mezzo. Eravamo cicciotti e con un velo di piume bianche che ci ricoprivan il corpo, ma da circa quindici giorni non vedavamo più i nostri genitori.
Il giorno dopo che la &#8220;padrona&#8221; ci ha messo l&#8217;anellino, uno ad uno ci ha prelevato dal nido.
Lo stacco non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io e i miei fratelli avevamo circa un mese e mezzo. Eravamo cicciotti e con un velo di piume bianche che ci ricoprivan il corpo, ma da circa quindici giorni non vedavamo più i nostri genitori.</p>
<p>Il giorno dopo che la &#8220;padrona&#8221; ci ha messo l&#8217;anellino, uno ad uno ci ha prelevato dal nido.</p>
<p>Lo stacco non è stato doloroso e la cosa che mi preoccupava di più era il cibo.</p>
<p>Come facevamo a mangiare senza il becco della mamma? Come facevamo a scaldare il nostro corpicino, senza avere accanto il caldo del papà?</p>
<p>Furono pensieri inutili, perchè la padrona ci portò in casa, al calduccio.  Dopo averci guardati con occhio critico e averci messo dentro una scatola imbottita, iniziò a destreggiarsi con acqua, siringhe e della polvere giallognola.</p>
<p>Lavò accuratamente la siringa, dopo averla sfilata da un bicchiere  colmo di acqua rosa. (Seppi in seguito che era un disinfettante).</p>
<p>Riscaldò una quantità di acqua pari a 30 cc che poi mescolò con un prodotto: il nutribird 19.</p>
<p><a href="http://www.geonshopping.nl/shop/images/T/NutriBird3A19.jpg"><img class="alignnone" src="http://www.geonshopping.nl/shop/images/T/NutriBird3A19.jpg" alt="" width="125" height="153" /></a></p>
<p>Quella fu la nostra pappa per circa un mese. Tutti e tre crescevamo aumentando di peso a vista d&#8217;occhio e la padrona, curava particolarmente il nostro piumaggio, pulendoci e coccolandoci dopo la poppata.</p>
<p>A un mese e mezzo, la nostra pappa (a testa) era suddivisa in 4 poppate da 10 cc l&#8217;una.  Io pesavo oltre  i 400 gr, mio fratello oltre i 420 gr e il ciccione, era quasi 460. Lo so con certezza, perchè venivamo pesati giornalmente.</p>
<p>Per farci stare caldi, dopo la poppata ci mettavano in un contenitore trasparente, chiamato incubatrice dagli umani, dove noi ci divertivamo a tentar di camminare sulla retina (la padrona l&#8217;aveva messa apposta per non farci sporcare le zampette.</p>
<p>Tutto sommato era una bella vita! La padrona sapeva come darci la pappà e mai ci bruciò il gozzo per la temperatura troppo alta, non ne diede mai troppa ne troppo poca, mai troppo densa ne troppo liquida. Era uno spasso.</p>
<p>Ma quel giorno c&#8217;era qualcosa nell&#8217;aria che precludeva un evento importante: quella sera sarebbe arrivato l&#8217;aquirente ed io e i miei fratelli saremmo stati separati per sempre.</p>
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